Il cibo è inclusione, integrazione, emozione, condivisione, ricordo.
Il cibo è un rapporto d’amore meraviglioso, ricco di emozioni.
Il rapporto tra cibo ed emozioni, si instaura nelle primissime fasi della vita umana e rimane per tutta l’esistenza. Mangiare non ha solo come scopo quello di soddisfare un bisogno fisiologico, ma è anche occasione di incontro, di comunicazione e risponde a un bisogno di cura, di scambio e di affetto. Esistono, infatti, una fame corporea che si innesca quando l’organismo ha bisogno di nutrimenti e una fame emotiva che si prova in presenza di rabbia, noia, stress, solitudine, tensione, fatica, ansia, depressione.
In questo ultimo caso, il cibo viene utilizzato come anestetico capace di ridurre lo stato d’ansia o come nutrimento per non sentire il “vuoto” emotivo.
Il cibo diviene il metodo più immediato per gestire le emozioni negative.
L’alterazione del comportamento alimentare per compensare disagi psicologici instaura un meccanismo vizioso che danneggia in primis l’autostima e il proprio Senso di Sé ma anche il Corpo poiché subisce comportamenti distruttivi inappropriati.
I dati ci confermano che se un adolescente ha una bassa autostima e ha una scarsa percezione del valore di sé è più a rischio di sviluppare un disturbo alimentare.
L’intervento preventivo deve prevedere quindi l’inversione del meccanismo vizioso in un approccio virtuoso attraverso esperienze di apprendimento come la capacità di coping e il senso di self efficacy.
Tutto ciò non esclude il fatto che un’educazione alimentare equilibrata e quindi un approccio attento al cibo ci renderà capaci di scegliere cibi in armonia con i nostri bisogni.
Un’alimentazione consapevole ci aiuterà a riequilibrare il nostro corpo rafforzando la sensazione di benessere psicofisico.
Da ormai un paio di anni, Andriani, leader nel settore dell’alimentazione sostenibile e particolarmente sensibile al mondo dei giovani, ha deciso di indirizzare la propria attenzione verso il suo primo grande progetto di D&I, attivando un percorso di ricerca e azione, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, che contribuisca alla prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare. Un tema molto attuale e in continua crescita che impone una profonda riflessione e un impegno sociale continuativo. I temi sviluppati nei primi due anni, rivolti a classi sperimentali secondarie di vari indirizzi, hanno avuto come focus il comportamento alimentare dei giovani e le criticità da affrontare, provando a sviluppare un ambiente che genera salute, con attenzione alla sostenibilità in relazione alle scelte alimentari e il loro influsso sull’equilibrio dell’ambiente e sulla valorizzazione delle risorse umane.
Rendere i giovani protagonisti di un percorso di apprendimento e comunicazione fra pari, è stato fin da subito uno degli obiettivi di partenza. Unito a percorsi che favoriscono la scoperta delle relazioni, fra cibo, ambiente, salute e risorse umane.
Si è mirato a creare un ambiente che consenta ai giovani di mettere in pratica, autonomamente, esperienze da inserire nelle trame della vita quotidiana e di trasformarle in consuetudini. La realizzazione di percorsi di comunicazione fra giovani rappresenta uno dei fili conduttori del progetto, trasversale a tutte le attività svolte. Agli studenti sono dedicati laboratori tematici che comprendono comunicazione, elaborazione di strumenti multimediali, art therapy, autostima e offerte formative che approfondiscono gli aspetti legati alla comunicazione e alla percezione di sé, intesa nel senso più ampio incluso il loro rapporto con cibo ed emozioni.
Percorsi che aiuteranno i ragazzi a riflettere su di sé e sul loro porsi rispetto al mondo esterno, partendo da vissuti e disagi in relazione al proprio corpo “adolescente” per arrivare alla consapevolezza e al significato della cura di sé, saranno una delle nuove attività sperimentali che si inserirà nell’ultimo anno di sperimentazione e andrà a completare il progetto di prevenzione nella sua interezza. Questo nuovo percorso, accompagnato dal sostegno di psicologhe specializzate, aiuterà a integrare il progetto che, dopo un’attenta valutazione, sarà esteso a un numero più ampio di scuole su tutto il territorio nazionale.




